Nel coaching la credibilità è il fulcro di una patto di alleanza sana che trova le sue basi sulla fiducia, il valore dei valori.

La credibilità è ciò che contraddistingue una società sana da una malata. La fiducia è il valore dei valori: racchiude in sé la dimensione economica (valori pragmatici), quella etico-sociale (cosa possiamo fare per gli altri) e quella emotiva-evolutiva (cosa possiamo fare per noi stessi).

Un equilibrio racchiuso in un triassiale e sostenibile che dovrebbe essere la base di ogni società, sia essa Stato o azienda.

E invece oggi assistiamo a una degenerazione: una totale incoerenza, mascherata da ipocrisia, che ci rende da una parte vulnerabili e sottomessi, dall’altra incapaci di reagire, per paura di essere esclusi dal sistema.

Coaching credibili o credenti? alcuni esempi concreti

  • Alla morte di un Papa che ha denunciato apertamente genocidi e crimini contro l’umanità, abbiamo visto leader mondiali partecipare ipocritamente, mentre sostengono apertamente la guerra e tacciono sui massacri di civili innocenti, donne e bambini, ignorando anche sentenze internazionali sui diritti umani.
  • I governi promettono in campagna elettorale mari e monti, ma una volta ottenuto il potere fanno il contrario, negando con spudoratezza ogni promessa fatta, minando la nostra fiducia e, ancor più grave, il nostro diritto inviolabile di esprimere dissenso.

Non possiamo dimenticare chi ha difeso questi valori a costo della vita: Rosario Livatino, Falcone, Borsellino, e tanti altri uomini e donne della cultura, del lavoro, del giornalismo. Come disse il Generale Dalla Chiesa poco prima di essere assassinato:

“La mafia è dentro lo Stato e lo Stato non può combattere se stesso.”

Oggi la manipolazione di massa attraverso la comunicazione è realtà: si alimentano odio, rabbia, intolleranza verso il diverso.

Al contrario la diversità è ciò che ci rende unici li dove il potere teme la libertà di pensiero e non riguarda solo lo scenario politico ma sovente anche in quello aziendale, dove molti di noi si trovano a svolgere ruoli fondamentali in qualità di formatori, coach ed altri nel ruolo di manager, gestendo risorse umane, il cuore pulsante del reale successo aziendale ed essere credibili diventa fondamentale per costruire un ambiente di lavoro che trovi le sue fondamenta sulla fiducia.

E qui permettetemi di agganciare il film che ho visto recentemente di cui consiglio vivamente la visione:

“HO VISTO UN RE”

un film di Alessandro Marinelli che racconta una storia vera ambientata nel 1936, durante la guerra d’Etiopia. Un Principe africano, Abraham Imirrù, viene catturato e tenuto prigioniero in una voliera nel giardino del Podestà di una cittadina italiana. Attraverso gli occhi puri del piccolo Emilio, figlio del Podestà, la realtà si sovverte: ispirato dalle storie di Sandokan, Emilio vede in Abraham un eroe, non un nemico.

Il film diventa così una potente metafora della nostra epoca: oggi, come allora, la propaganda costruisce nemici, alimenta odio e manipola le coscienze. Eppure, come il bambino del film, possiamo ancora scegliere di immaginare un mondo diverso, dove la diversità è una ricchezza, non una minaccia.

È una storia che riguarda tutti noi: in tempi di ritorno di razzismo, di intolleranza e di manipolazione delle masse. “Ho visto un Re” ci sfida a riscoprire il valore della libertà, della dignità e dell’umanità. La libertà vera non ci viene concessa dal potere; nasce dentro di noi ed è in questa rinascita che diventiamo persone credibili.

Vi invito a vedere questo film e a lasciarvi ispirare, non solo come spettatori, ma come cittadini responsabili, perché oggi più che mai, la scelta è tra essere manipolati o essere liberi, tra essere credibili o credenti.

Coaching: l’importanza di essere credibili

Troppe persone sono credenti in ideologie, in false promesse, in simulacri di valori, pochi sono realmente credibili, perché vivono coerentemente ciò in cui credono.

Anche i mafiosi pregano Dio dopo aver ucciso ma alla fine la fede cieca senza coerenza non salva nessuno e allora ecco che essere credibili o credenti diventa una questione di scelta, etica e morale.

Io nella mia veste di Coach sostengo il coaching scegliendo di essere credibile, nella vita personale quanto professionale, e voi?

Se condividete questi valori, condividete questo testo facciamo girare le idee che contano.

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Coaching: credibili o credenti?

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