Su LinkedIn, piattaforma dove presunti manager, psicologi del lavoro, giovani e talentuosi Talent manager e Hr de NOIARTRI, si rivela spesso una piattaforma dove molti coloro che pubblicano post autorefenziali, parlano e scrivono con la mano destra, peccato che non sanno cosa fa la sinistra, insomma hanno e utilizzano la testa serve “per spartì è recchie!”
Qualche settimana fa ho condiviso la vicenda di un professionista di 50 anni che dopo 3 anni senza lavoro subito dopo il Covid, si è rimesso in gioco con grande coraggio con un corso di formazione di 3 settimane per poi venire licenziato dopo sole 2h e 15m di lavoro effettivo in un periodo di prova previsto di 3 ore (SIGH!).
Qui il link all’articolo:
COACHING: LA FORMAZIONE IN AZIENDA
Coaching: investire sulle risorse umane
Una qualsiasi azienda che vuole considerarsi seria, sopratutto se è una SpA che sui social promuove valori etico sociali alti dovrebbe formare mantenendo alcune regole base:
- Dalla teoria alla pratica è necessario il tempo per mettere in pratica
- Vuol dire investimento con tutor che ascoltino, accolgano, educhino e insegnino ad utilizzare i processi e gli strumenti nella maniera adeguata
- Empatia e pazienza: che significa saper accogliere le lecite paure e dubbi del praticante che dalla teoria sta mettendo in pratica. L’impegno e circolare da entrambi le parti.
Dopo due mesi si dovrebbe fare poi un primo punto condiviso con piano di intervento sui punti deboli per poi, dopo altri due mesi condividere un feedback positivo o negativo. Solo a quel punto, se il feedback è negativo, il candidato dovrebbe avere almeno altri due mesi per far cambiare idea all’azienda perchè investire in una risorsa umana significa
- Pianificare
- Porsi un obiettivo
- Essere contro intuitivi
- Saper gestire gli imprevisti e trasformali in opportunità
- Rispettare il tempo per formare una risorsa umana.
Dopo sole 2 ore e 15 minuti al termine di un mese di sola teoria, come puoi comprendere la formazione che ti è stata fatta?
Ogni persona merita rispetto e gentilezza, ma ogni persona deve anche imparare a farsi rispettare, come ben descrivo in questo video che ti dono dal profondo del cuore.
Coaching: quando l’incoerenza genera frustrazione
LA CILIEGINA SULLA TORTA DELL’INCOERENZA? (Ma vi prego giudicate voi)
L’azienda in questione, che non si può nominare per ora per ovvi motivi di privacy, che su LinkedInpontifica con grande enfasi
“l’inclusione sociale, la valorizzazione dei dipendenti e la gestione responsabile delle risorse, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità“, dopo due settimane di silenzio, l’azienda (S.p.A) manda al licenziato questa mail:
“…ti chiediamo di compilare un questionario di feedback sulla tua esperienza lavorativa e ci farebbe piacere sapere perché hai deciso di lasciare l’azienda.”
Avete letto bene.
Gli chiedono “Perché te ne sei andato? cosa non ha funzionato?“.
COACHING: IL SISTEMA AZIENDE MALATO
Ma davvero qualcuno, in quella Talent Acquisition & Employer Branding team, ha pensato:
«Forse non si è accorto di essere stato licenziato dopo un giorno e mezzo, proviamo a chiederglielo con un bel sondaggio»?
IL PROBLEMA NON È UN’AZIENDA, È IL SISTEMA MALATO
– Formazione finanziata? ✔️ (Grazie, fondi interprofessionali!)
– Contratto a tempo? ✔️ (Part-time, con clausola di recesso dopo 3 giorni, perché no?)
– Employer branding? ✔️ (Post su LinkedIn su etica e people first, ovvio.)
– Realtà? ❌ Persone trattate come scarti usa-e-getta.
COACHING: LE DOMANDE CHE SERVONO A CRESCERE
Se sei un talent manager, un HR, uno psicologo del lavoro, un fondatore di un azienda o un escetive che gestisce un team, sono necessarie 3 semplici domande, forse scontate ma necessarie:
1) Quanto vale una firma se poi si usa solo per coprire ipocrisia?
2) Quanto vale un corso se non dai neanche il tempo di metterlo in pratica?
3) Possiamo davvero parlare di capitale umano quando le persone sono numeri da smaltire in meno di 2h15 minuti?
FORREST GUMP avrebbe detto
«La vita è come un sondaggio HR: ti chiedono come stai solo dopo averti licenziato.»
So che esistono realtà serie che rispettano le persone, ma purtroppo storie come questa non sono eccezioni.
Se vi indignate, è perché anche voi volete un cambiamento.
Questa storia non è solo su un’azienda, ma su un modello che rischia di normalizzare l’ipocrisia, quindi vi domando:
Qual è la prima cosa che eliminereste o introdurreste nella vostra organizzazione per essere coerenti?
Non serve scriverlo qui, serve farlo ma se lo condividete, forse ispirerete qualcuno ad agire.
A tutti gli altri presunti professionisti che si vendono su linkedIn:
Smettetela di predicare bene e razzolare male perché Il lavoro è dignità e le persone non sono feedback tools.
#EmployerBrandingRealistico
#NoMoreHypocrisy
#SoftSkillsMaSoloSeViConviene
Gianvito Tracquilio, l’artigiano di emozioni, quello che ancora crede nel lavoro come valore, non come sfruttamento.
E tu cose ne pensi?
Scrivi a coach@gianvitotracquilio.it per la tua call di allienamento gratuita di 45 minuti se pensi di valere poco, se hai l’autostima sotto i piedi, se sei convinto di non valere nulla…ricorda:
- Tu vali molto di più di questa gentaglia
- La tua autostima necessita solo di sana consapevolezza per rigenerare risorse e talenti
- Tu vali molto di più di chi vuole farti credere il contrario solo perchè frustrato dei propri limiti e dei propri sogni mai realizzati.
Coaching:
Perchè alla fine nella vita conta di più essere coerente o credibili?


