L’intervista all’autore, Gianvito Tracquilio

Life coach: la violenza non ha genere: bambini, donne, uomini, anziani, persone fragili…

Come life coach, nei diversi percorsi fatti fino ad oggi ho capito che la violenza tocca tutti ed è il testamento della vita di ognuno di noi quando diventiamo adulti ed io l’ho descritta nel mio romanzo

edito su Amazon e oggi vi faccio dono di una intervista che ho registrato in una delle tante presentazioni in giro per il paese.

Intervista all’autore de “La Rinascita Ribelle”

  • Benvenuto! Il tuo libro, “La Rinascita Ribelle”, affronta un tema delicato e attualissimo: la violenza familiare e le sue conseguenze. Da dove nasce l’idea di raccontare questa storia?
  • L’idea nasce dalla necessità di parlare di un aspetto spesso trascurato: la violenza familiare non ha genere e le sue radici affondano nel sistema in cui il bambino cresce e nella veste di life coach mi trovo spesso ad affrontare questa triste dinamica. Quando bambino assiste o subisce violenza, che sia fisica o psicologica, tende ad assimilare quel modello come unica forma di relazione affettiva. Così, diventando adulto, rischia di riprodurre quegli stessi schemi. “La Rinascita Ribelle” è il viaggio di un bambino cresciuto tra abusi, ma che riesce, giorno dopo giorno, a trasformare il dolore in consapevolezza e amore autentico.

Life coach: cosa è la rinascita?

  • Il titolo del libro suggerisce un percorso di ribellione. In che modo il protagonista, Marco, trova la sua rinascita?
  • Marco non si limita a sopravvivere, ma sceglie di vivere. La sua ribellione non è un atto di rabbia, bensì un processo di consapevolezza. Riconosce il dolore, lo attraversa e poi sceglie di interrompere il ciclo di sofferenza che non gli appartiene. La sua crescita è fatta di piccoli passi quotidiani: la ricerca del rispetto, della fiducia della connessione con gli altri. Non è un percorso lineare, ci sono ostacoli e ricadute, ma ogni conquista lo porta a diventare un uomo, un padre, un compagno, un amico migliore.

Life coach: qual è il significato della parola “perdono”?

  • Il concetto di perdono è centrale nella tua opera. Come lo affronti?
  • Il perdono non è dimenticare né giustificare. È un atto di liberazione interiore. C’è una scena nel libro in cui Marco spiega a suo figlio Guglielmo perché si prende cura della madre, nonostante gli abusi subiti. Dice che perdonare significa “per-donare”, cioè fare un dono di pace a sé stessi. Non si tratta di assolvere chi ha sbagliato, ma di interrompere la catena del dolore per non trasmetterla alle generazioni future.
  • Alcune recensioni parlano di un forte impatto emotivo. Ad esempio, una scrive: “Questo libro ha il pregio raro di farti entrare a cuore aperto nella sofferenza del protagonista, lasciando sempre aperta la porta della riscossa personale”. Ti aspettavi una reazione così intensa da parte dei lettori?
  • Speravo che la storia di Marco toccasse corde profonde, ma leggere recensioni come questa mi ha emozionato. Un’altra recensione dice che il libro “smuove la coscienza e ti invita ad analizzarti”. Questo è il miglior riconoscimentoper me: sapere che la storia non solo racconta una realtà dura, ma offre anche un spunto di riflessione e trasformazione personale.

Life coach: quanto sono importanti i valori all’interno di un sistema familiare?

  • Un altro lettore ha scritto: “Un libro che ci ricorda i veri valori della vita: la famiglia, l’amore, il dialogo, il rispetto. Oggi valori molto rari.” Pensi che oggi ci sia una crisi di questi valori?
  • Assolutamente sì. Viviamo in una società sempre più frenetica, in cui spesso si perde il senso profondo delle relazioni. Il libro vuole ricordare che non dobbiamo dare per scontato ciò che conta davvero: il rispetto reciproco, il saper ascoltare, il costruire legami autentici. Marco lo impara sulla sua pelle, e noi possiamo farlo attraverso la sua storia. I valori all’interno di un sistema familiare devono essere ricercati, condivisi e amati
  • Prima di concludere, c’è un messaggio che vuoi lasciare ai lettori?
  • Voglio riprendere la frase che accompagna la locandina dell’evento: “Casa non è dove nasci, casa è dove smetti di fuggire.” Tutti noi, in qualche modo, fuggiamo da qualcosa. Ma il vero viaggio è quello che ci porta a trovare un posto, fisico o interiore, in cui sentirci finalmente al sicuro. Spero che la storia di Marco possa aiutare i lettori a trovare la loro “casa”.

LA RINASCITA RIBELLE è disponibile all’interno di un evento della vostra azienda, per una presentazione all’interno del vostro circolo, come momento collettivo di riflessione a sostegno di chi rimane indietro e chi subisce violenza in ogni sua forma.

Scrivetemi a coach@gianvitotracquilio.it e insieme sceglieremo la data e l’orario più adatto per l’organizzazione della presentazione.

Life coach: la rinascita ribelle

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