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19 Coaching: formazione e cambiamento con lo psicodramma

Da soli si va veloci, insieme si va lontani

Nel mese di Giugno le strade professionali di due coach amici di vecchia data, hanno unito le loro rispettive competenze derivanti da percorsi di studi paralleli.

Io Coach ICF | (clicca per approfondire) con certificazione Esac di Paul Ekman sulle emozioni e dello psicologo Simon Dolan con il suo Coaching by values, lui dottore in scienza e tecniche psicologiche (clicca per approfondire) applicate nel life e Business, da anni nelle aziende come formatore sulle tecniche di vendite e motivazione dei team di lavoro.  

Unendo le forze,  il punto d’incontro che ha un solo scopo senza confini alcuni: aiutare il prossimo, si è calato in uno psicodramma motivazionale. 

Il processo di trasformazione e lo psicodramma Moreniano

Step 1) Ogni Coachee presente ha già lavorato in sessioni individuali dove ha affrontato le  proprie dinamiche interiori, dove sono state generate consapevolezze ed ognuno ha iniziato ad allenare le proprie competenza trasversali, andando alla ricerca delle proprie risorse e talenti al fine di rendere possibile il cambiamento che fortemente desidera. 

Step 2) Successivamente tutti si incontrano per un lavoro di gruppo di sostegno reciproco, uno spazio condiviso protetto e tutelato dalla privacy con la regola ben definita del non giudizio alcuno.

Step 3) i partecipanti presenti svelano in maniera anonima, il loro nodo da sciogliere e passo dopo passo, con le tecniche del Psicodramma Moreniano (clicca per approfondire) permette loro di essere coinvolti in efficaci interazioni.

Lo scopo è di facilitare il confronto tra le diverse esperienze e stimolare la condivisione di riflessioni, difficoltà e vissuti, trasformando il gruppo in un valore aggiunto, consentendo a tutti i presenti di abbassare le difese favorendo così un proficuo processo introspettivo. 

Clicca sull’immagine per il video sulle regole del cambiamento

La formazione comportamentale con lo psicodramma: il processo

  1. Il gruppo interviene  fisicamente nello psicodramma in atto interpretando una delle figure chiamate in causa per  creare momenti di stallo e smuovere l’attore principale aiutandolo a prendere consapevolezza del nodo da sciogliere.
  2. L’ascolto attivo del sentire di ogni Coachee attiva  domande aperte durante il processo di consapevolezza a supporto della persona che sta interpretando un determinato ruolo.
  3. Ogni intervento ha una valenza sociale che evidenzia l’importanza della relazione, della identificazione e dell’incontro con l’altro, diventando il motore della consapevolezza e del cambiamento.  (clicca per approfondire)
  4. Il gruppo ascolta,  interviene fisicamente accogliendo e abbracciando  il  sentire della persona coinvolta che sente il sostegno e abbandona lentamente la sensazione di solitudine.
  5. La narrazione diventa momento rigenerante attraverso lettere di chiusura che accolgono, abbracciano e proteggono.

Ecco che la magia, quel “io creo mentre parlo” che si cela nella parola  di derivazione arancia “Abracadabra” si muove in quello spazio| momento di trasformazione, consapevolezza, dolore, pianto e azione. 

In quel movimento i coachee imparano non a “gestire” le emozioni, perché le emozioni non vanno gestite, ma ad accoglierle, ascoltarle, accudirle e capire cosa ci stanno dicendo e cosa possiamo imparare dall’emozione che per quanto mi riguarda rappresentano un universo che ci chiama e ci mette costantemente alla prova.

In questa fase molto delicata dell’accoglienza di queste emozioni, i due coach si concentrano sul coachee in scena e sui coachee osservatori esterni. 

Il coaching e la musica come terapia (clicca per approfondire)

La musica fa da padrona in tutto questo movimento emotivo. Filippo si è specializzato come vocal coach (clicca per approfondire) e durante il suo lavoro, a seconda delle emozioni che entrano in gioco, utilizza un set di centinaia di canzoni e musiche selezionate con cura e attenzione in 10 anni di lavoro che adatta ad ogni contesto e movimento emotivo dell’interprete in scena. 

“Avoir la musique en soi c’est faire danser le monde” diceva Dumas, e Filippo nella sua scelta del brano ad Hoc al momento, sostiene le emozioni del paziente che in quelle parole sente le vibrazioni dentro di se in un crescendo continuo.

Canzone dopo canzone di sensazioni che diventano consapevolezza e ascolto profondo del proprio sentire il coachee  si pone domande silenziose al quale da risposte silenziose che si trasformano in lacrime liberatorie.
E benedette siano le lacrime come svuotamento di sensi di colpa ed inutili ancoraggi che tengono bloccati nel proprio passato e vissuto.

Un mix di Creatività messa in moto durante tutto il processo che genera una sana spontaneità che si trasforma in energia allo stato puro ed insieme si fondono in quel tango dove si va avanti e si torna indietro, si ruota ci si allontana e ci si riavvicina. 

Ogni spazio del palco prende vita, diventa movimento ed in quello spazio il gruppo vive individualmente il suo dramma personale in cui si sente partecipe trasformando il proprio sentire in esperienza socialmente condivisa. 

Il tutto in una catarsi rigenerativa che nei conflitti messi in scena ritrova sollievo e a volte soluzioni immediate.

Vocal coaching e Walt Disney Strategy

Ed ecco che i pensieri tossici, le convinzioni limitanti, gli ancoraggi vengono sollecitati al cambio di punto di vista per osservare le cose da un’altra angolazione e trovare il coraggio di mettere in atto quella che noi nel coaching definiamo la Walt Disney strategy messa a punto da Robert Dilts, uno dei massimi esperti di PNL al mondo. 

Un’approccio che noi coach utilizziamo in sessione per aiutare i coachee o gruppi di lavoro a osservare soluzioni alternativa all’ostacolo che si presenta davanti ai nostri occhi. 

  1. Sognare ad occhi aperti nuove idee
  2. Capire come metterle in pratica
  3. Criticare per migliorarli
  4. Azione

Coaching : il rispetto del tempo, le lacrime di trasformazione, la lettera di accoglienza

Elemento fondamentale di ogni messa in scena è il tempo, un tempo che va rispettato e a seconda del nodo da sciogliere può richiedere anche diverse ore di lavoro. 

In quel tempo c’è un altro elemento che unito alla mancanza di giudizio esterno, prende vita nella parola rispetto, perché se riflettiamo a fondo, tutti coloro che affrontano questo lavoro di cambiamento e rinascita, alla base non sono mai stati rispettati e nel loro presente con il loro modo di agire, spesso mancano di rispetto a se stessi.

E quando arriva il pianto liberatorio, il fiume in piena, arriva la lettera che il Coach  ha richiesto giorni prima ai familiari parenti, figli e in quella  lettura le parole si  trasformano in carezze gentili.

In quella letterarie l’epilogo che genera uno tsunami positivo nel coachee perché nelle parole degli affetti ci sono le risposte a quella convinzione limitante iniziale che è proprio l’argomento che il coachee ha portato nello psicodramma. 

Coaching: il feedback che genera gratitudine 

La giornata al termine si conclude con lo scioglimento del nodo che all’inizio ogni partecipante ha realizzato all’interno di una corda attraverso la quale esprime il suo disagio e l’obiettivo che desidera raggiungere.

Un feedback finale, essenziale in ogni lavoro di questo tipo per accogliere il sentire e attivare gratitudine (clicca per approfondire) , forma gentile ed essenziale che aiuta a migliorare la salute fisica e mentale, l’ottimismo, che riduce lo stress, rinforza l’autostima, aumenta la gentilezza e migliora le relazioni sociali. 

La formazione comportamentale e lo psicodramma per le aziende

La teoria Moreniana e il Psicodramma può funzionare anche nei contesti aziendali e manageriali? Assolutamente si perché aiuta a sviluppare il potenziale umano e lavora sui valori dell’individuo e del gruppo. 

Pensate ad uno psicodramma sostenuto prima da una sessione di coaching sui valori con il sistema creato 25 anni anni fa da Simon Dolan con il suo Coaching by values. 

Ecco che il cambiamento, il rispetto, la capacità organizzativa e di condivisione all’interno di un qualsiasi contesto aziendale, si trasforma in un potente momento catartico dove ogni partecipante mette a nudo le proprie unicità, risorse e talenti a disposizione di tutto il gruppo che sui valori vissuti e non dichiarati, dichiara insieme la bussola della direzione per ogni sano obiettivo del Team ma sopratutto per diventare finalmente protagonisti della propria vita e non semplici comparse.

PER INFO E CONTATTI

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Coaching e Psicodramma: approfondimenti

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